XI KANT KONGRESS, XI Congresso Kantiano Internazionale

L’eudemonologia di Schopenhauer nel suo fondo kantiano

Roberto Rodriguez ARAMAYO

Edificio: Facoltà di Agraria
Sala: sala Hume
Data: 22 maggio 2010 - 17:00
Ultima modifica: 12 aprile 2010

Abstract

Benché l’etica schopenhaueriana riponga nel riuscire a non volere niente come solo imperativo veramente categorico e quantunque abbia la compassione come solo criterio morale che, d’altra parte, implica un mistero imperscrutabile, la verita è che il suo autore non rinunciò ad abbozzare anche un’eudemonologia. Queste ricette per essere felici servirebbero per fare più sopportabile una vita che non cessa di oscillare tra la necessità e il tedio, tra la perentoria soddisfazione dei bisogni e la noia. In questo lavoro cerchiamo di mettere in rilievo come Schopenhauer si sarebbe ispirato in Kant, non soltanto nel sottoscrivere senza palliativi l’integro antideumonismo etico kantiano, ma anche nell’incorporare nel suo pensiero qualche riflessione kantiana sulla felicità, il che spiegarebbe il suo attaccamento allo stoicismo e le sue cautele con il macchiavelismo.