XI KANT KONGRESS, XI Congresso Kantiano Internazionale

“Kant” contro Kant nella "Dottrina del diritto" di Fichte

Marco Rampazzo Bazzan

Edificio: Palazzo dei Congressi
Sala: sala Rousseau
Data: 24 maggio 2010 - 17:00
Ultima modifica: 13 aprile 2010

Abstract

Nel 1812 durante le lezioni di dottrina di diritto all'Università di Berlino Fichte rivendica davanti ai suoi studenti di aver redatto il "Fondamento del diritto naturale secondo i principi della dottrina della scienza" prima della "Metafisica dei costumi" di Kant. A dire il vero quest'ultima era stata pubblicata prima della seconda parte del "Fondamento", tanto che (come hanno evidenziato i curatori dell'edizione critica e Luca Fonnesu nella sua presentazione dell'edizione italiana) al momento di trattare il diritto penale Fichte critica palesemente alcune tesi sostenute da Kant. Inoltre; nella recensione pubblicata nel "Philosophisches Journal" di Niethammer, Fichte sostiene di aver concepito ed esposto oralmente il diritto naturale addirittura prima dell'uscita del saggio Per la pace perpetua tanto da presentare proprio su questa base alcuni rilievi critici che svilupperà ulteriormente nella terza parte dell'introduzione del 1796. Questa insistenza ha certamente qualcosa di sintomatico. Se nel 1795-96 poteva trovare una spiegazione a partire dall'ambizione (condivisa peraltro anche da altri dotti e filosofi del diritto della sua epoca) di redigere una dottrina del diritto secondo i principi della filosofia critica prima di Kant, il giudizio lapidario che Fichte esprime sulla "Metafisica dei costumi" nel 1812: "buona introduzione per il resto vecchi quaderni senza chiarezza", suggerisce che la considerasse un'opera non all'altezza delle prospettive aperte dalla "Critica della ragion pratica". Se consideriamo poi che a Jena come a Berlino non menziona né il celebre scritto "Sul detto comune", né la "Fondazione della metafisica dei costumi" l'ipotesi più plausibile è che all'epoca abbia preferito evitare di criticare apertamente Kant, e che i "vecchi quaderni senza chiarezza" di cui parla nel 1812, possano essere proprio questi due saggi che Fichte aveva sicuramente letto e che evidentemente non lo avevano per nulla convinto. L'ipotesi che vogliamo verificare in questa occasione è che Fichte formuli ed elabori la sua dottrina del diritto confrontandosi profondamente con le tesi sostenute da Kant in questi due saggi, e che per farlo segua alcune indicazioni emerse nelle discussioni di quegli anni sul diritto naturale, che Kant stesso gli sembrava in una certa misura di voler seguire in "Zum ewigen Frieden".