XI KANT KONGRESS, XI Congresso Kantiano Internazionale

Il filo conduttore della "Weltgeschichte": l'eredità kantiana nella filosofia della storia di Fichte

Roberta Picardi

Edificio: Palazzo dei Congressi
Sala: sala Rousseau
Data: 24 maggio 2010 - 17:00
Ultima modifica: 13 aprile 2010

Abstract

Negli ultimi decenni la considerazione della filosofia della storia kantiana in una prospettiva esclusivamente morale – inaugurata da Medicus e a lungo dominante nella Kant-Forschung – è stata rifiutata da diversi interpreti, che ne hanno a ragione messo in rilievo il significato e valore anche dal punto di vista di teoria della conoscenza , concentrando l’attenzione sullo statuto gnoseologico che viene attribuito al sapere storico nei diversi scritti kantiani . Non è però ancora stato indagato sotto questo profilo il rapporto di Kant con i suoi successori, nonostante sia unanimemente riconosciuto il ruolo decisivo del primo in vista dello sviluppo delle filosofie della storia idealistiche in generale e di quella fichtiana in particolare. Appare tuttavia quanto meno degno di nota il fatto che, nel primo scritto maturo che Fichte dedica alla filosofia della storia – I Tratti fondamentali dell’epoca presente – egli abbia ormai abbandonato il modello morale e quello giuridico-cosmopolitico a favore di una concezione palingenetica della storia come historia salutis, continuando però a utilizzare un linguaggio e un’impostazione di chiara matrice kantiana quando affronta la questione della possibilità e della fondazione della storia come scienza. Partendo da questa considerazione, il contributo cerca di approfondire la portata ed il senso di questa continuità: cosa che è possibile solo chiarendo, al tempo stesso, qual è il significato profondamente diverso che termini e nozioni di derivazione kantiana assumono all’interno della cornice ontologico-metafisica della dottrina della scienza elaborata da Fichte dopo la svolta del 1800.