XI KANT KONGRESS, XI Congresso Kantiano Internazionale

In margine al "Ding als sich". Schopenhauer 'discepolo' di Kant

Valerio Meattini

Edificio: Facoltà di Agraria
Sala: sala Hume
Data: 22 maggio 2010 - 14:30
Ultima modifica: 12 aprile 2010

Abstract

Contro il generale discredito in cui in cui cadde la tematica kantiana della “Cosa in sé” nelle successive versioni dell’idealismo, Schopenhauer ostinatamente difese quella che lui considerava la più importante conquista della filosofia critica, legandovi sia la più specifica e produttiva apertura conoscitiva nei confronti della realtà e sia l’unica possibilità di difendere la libertà umana. Il testo argomenta in modo da mostrare come, agli occhi di Schopenhauer, il dopo Kant, nel suo sforzo di superare l’ostacolo della cosa in sé, sia sostanzialmente un contro Kant, e come sia essenziale ritornare alla originaria ispirazione del criticismo. Ancora negli anni ’30 dell’Ottocento, Schopenhauer ritiene essenziale ritornare sulla cosa in sé, poiché non considera chiusa la partita con l’argomento. Ma, proprio questa ulteriore riflessione mostra che cosa fosse veramente in gioco per Schopenhauer e la distanza che ormai lo separa da quel Kant a cui pur dichiara fedeltà.